6 SETTEMBRE, SABATO, NEVADA, UTAH & COLORADO BY BUS. THEN DENVER
Giornata ALLUCINANTE ieri. Di quelle che le racconti e nessuno ti crede.
Pomeriggio passato con Lukas in giro per lo Strip, casinò vissuti più da fuori che dal dentro, e Fashion Show Mall a cercare un pò di fresco, a mangiare il minimo possibile livello sopravvivenza e a scroccare internet all'Apple Store, cacchio, anche qui!
INCREDIBILE: trovato appoggio A NEW ORLEANS... da una tipa che è stata pure in ANCONA!!! Felicissimo!
Peccato che nel frattempo ho ricevuto TRE risposte positive da Fort Worth, che a questo punto dovrò declinare... mi spiace perchè a Fort Worth, parole loro, non va mai nessuno, ed erano contentissimi di ospitarmi! Bella gente.
Ore 17 saluto Lukas, rimaniamo per incontrarci la sera ma poi è stato impossibile beccarsi, stasera gli scrivo una mail... poi camminata devastante fino a casa, sotto un sole che alle sei del pomeriggio, davvero, faceva 42°C! Poi incontro a casa di Tim con Kristina, Vaida e un'altra tipa, lituane, ospiti CSing di Tim, reduci da due mesi di lavoro in Alaska e ora in viaggio tra San Francisco, Las Vegas, Grand Canyon e New York... Kristina carina, c'è feeling, poi cazzi miei :)
Mezzora di relax in piscina e sauna open air, figata... doccia, poi a cena fuori, ottima caesar salad con insalata, formaggio, bruschette, pollo e acto balsamico... non sono nemmeno riuscito a finirla tanta era! Le ragazze a scattare foto peggio di giapponesi impazzite... Strip di notte, stavolta DENTRO ai casinò, Luxor, Excalibur, New York New York, lusso, costruzioni e attrazioni a non finire quasi fosse una competizione di spettacolarità tra i vari casinò... ubriachi, ragazze all'addio al celibato, disperati, ricconi, signore di mezz'età usurate dal tempo e drogate di gioco, montagne di soldi ad arricchire tasche e illusioni ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo... luci e slot machine, tappeti, Tim che si muove come a casa, non molto loquace, noi a smitragliare foto.
Poi si parte.
Prima si portano le ragazze a casa e poi me alla stazione degli autobus.
Senonchè.
Senonchè l'auto di Tim, o meglio Tim, non vede l'isola di cemento nel mezzo della strada, e si spaccano due ruote, anteriore e posteriore, l'asse anteriore e forse il posteriore, e non so quale forza sovraumana ci ha salvato dal ribaltarci a 100 all'ora. Siamo vivi per miracolo.
Le bestemmie di Tim che però si placa subito e riprende il controllo della situazione chiamando il carro attrezzi. Io e le lituane col cuore in gola e tremarella.
Il tutto tra Spring Mountain Road e Tropicana Avenue. Ovvero dalla parte opposta della città rispetto alla Greyhound station.
Insomma, salutiamo Tim, calma impassibile la sua, mi dispiace ma cazzo se sei strano, ciccio! Un pezzo di strada assieme, scambio di e-mail, baci, saluti. Simpaticissime, tra lo spavento e l'eccitazione per quanto accaduto.
Dopodichè mi metto in viaggio, a piedi. Ho quattro ore di tempo e una decina di km da percorrere, l'intenzione è perlomeno di arrivare allo Strip e poi da lì prendere l'autobus sempre dritti direzione nord.
Senonchè.
Senonchè raggiungere a piedi lo Strip, causa groviglio di autostrade nel mezzo, è impossibile, e mi perdo tra parallele buie e quartieri industriali tra bestemmie a non finire. Dopo alcuni km senza via di uscita mi decido a fermare un taxi, ma non ce n'è nemmeno uno che si fermi!
Culo vuole che una signora sui sessanta mi dìa un passaggio: lei con qualche rotella fuori posto, gli interni dell'auto tappezzati di moquette rosso bordeaux e strani pacchi a riempire i sedili posteriori, io con la paura di essere violentato o peggio.
Dopo un pò si rivela però normale, e fioccano le chiacchiere sulla sua vita passata in Belgio e in Spagna, sul Sessantotto e sulla vecchia Las Vegas, con annesso free tour del vecchio Strip. Sarah, che il tuo dio ti benedica!!!
Finalmente, ore 1:45, arrivo alla stazione, e c'è pure un bus per Denver alle 2:30! Niente biglietto, basta il Discovery pass mi dicono gli operatori della stazione, troppo impegnati a buttar fuori a calci in culo ubriaconi e tossici. Una fauna pazzesca, matti a non finire.
Appena si parte, autobus pieno ma non fa niente, mi addormento in un lampo. Una giornata tanto intensa ancora non m'era capitata!
OGGI, 11AM: in un autobus nel mezzo dello Utah e delle montagne rocciose striate di Colorado per milioni di anni, spettacolo. Io ancora stanchissimo, rimettiamoci in sesto.
PIU' TARDI: finalmente a Denver dopo un viaggio senza fine.
Il centro è carino, anche se il bello probabilmente è tutto qui. Sembra natale, un viale pedonale, 16th Street con gli alberi pieni di luci... anche la temperatura finalmente è calata, dopo quattro giorni nei forni di Arizona e Nevada.
Tra poco chiamo Mark e mi faccio venire a prendere. Intanto mi sono beccato la fregatura del Cafè Colore, ristorante italiano che la Bibbia Planet lodava per i prezzi bassi e le dosi abbondanti: mini-finta-margherita e birra 15 dollari, porcoddio. Tornare per una settimanella al fedele Subway, altrochè, così mettiamo i conti a posto!
Denver, un fuoriprogramma fuorirotta che perlomeno mi ha permesso di vedere un pò di Rocky Mountains, peccato per le 30 ore e passa di autobus tra andata e ritorno verso il sud...
Oggi sono proprio a pezzi e non ho voglia di pensare più.